Il nuovo Piano Casa – 10 miliardi di euro e circa 100.000 alloggi in dieci anni – rappresenta una delle più rilevanti operazioni sull’edilizia residenziale degli ultimi decenni. Ma il vero cuore del provvedimento non è la nuova costruzione: è la riqualificazione dell’esistente, a partire da decine di migliaia di alloggi oggi inutilizzabili.
Ed è qui che entra in gioco il settore impiantistico.
Interventi sugli impianti, manutenzioni straordinarie, adeguamenti funzionali: la massa di lavori prevista porterà inevitabilmente con sé due driver ormai strutturali — efficientamento energetico e digitalizzazione. Non come opzione, ma come requisito implicito, in linea con il percorso europeo tracciato dalla EPBD4.
Per gli installatori si apre quindi un mercato enorme:
- sistemi ad alta efficienza
- building automation
- infrastrutture digitali e connettività
- integrazione edificio-impianto
Il Piano Casa può diventare il più grande programma di infrastrutturazione smart del residenziale italiano.
Ma c’è una condizione chiara: le competenze.
Senza un salto qualitativo nella formazione – tecnica, progettuale e integrativa – il rischio è che gli interventi si fermino alla semplice manutenzione, perdendo completamente il valore trasformativo dell’operazione.
La partita, per il mondo impiantistico, non è solo “fare più lavori”, ma fare lavori diversi, più complessi e più integrati.
Chi sarà pronto, giocherà da protagonista.
Gli altri resteranno ai margini di una delle più grandi opportunità degli ultimi anni.