Il 5G è attualmente la tecnologia che promette le maggiori prestazioni, con velocità elevate, bassa latenza e connessioni massicce, ma una delle sue sfide principali è l’efficienza della copertura indoor. Sebbene le prestazioni all’aperto siano generalmente soddisfacenti, la penetrazione del segnale all’interno degli edifici può risultare problematica, soprattutto nelle configurazioni architettoniche complesse.
Questo deriva da vari motivi.
Lavorare a frequenze alte comporta il fatto che le lunghezze d’onda sono più corte, e quindi si riflettono meno efficacemente su superfici e vengono facilmente attenuate da ostacoli.
Le attenuazione dovute ai materiali da costruzione utilizzati in molti edifici moderni che agiscono da barriere fisiche al segnale 5G, in particolare:
- Cemento armato: altissimo livello di attenuazione.
- Vetro a bassa emissività (Low-E): può riflettere le onde mmWave.
- Metallo e pellicole isolanti: ostacolano gravemente la trasmissione del segnale.
Questo causa zone d’ombra, segnale instabile o assenza di copertura all’interno di molti edifici.
E’ infine il minore raggio di copertura delle celle 5G, specialmente in modalità mmWave, che porta ad una copertura geografica molto più ridotta rispetto alle celle 4G, il che comporta:
- Necessità di più stazioni radio (small cell) anche per coprire brevi distanze.
- Problemi evidenti in ambienti indoor non serviti da celle dedicate o DAS.
Per superare questi problemi, una delle soluzioni più efficace è il DAS – Distributed Antenna System
Il DAS (Distributed Antenna System) è una tecnologia fondamentale per la distribuzione efficiente del segnale radio in ambienti complessi, dove le normali antenne macro-cellulari faticano a garantire una copertura affidabile. Si tratta di una rete di antenne fisicamente distribuite, ma collegate a un’unica sorgente di segnale, che può essere un operatore mobile o un sistema interno dedicato. Lo scopo è migliorare la copertura wireless in spazi chiusi o densamente popolati, come aeroporti, stadi, ospedali, grattacieli, gallerie e centri commerciali.
Il funzionamento è semplice quanto efficace: il segnale generato da una base station (BTS) o da un ripetitore viene distribuito tramite una rete cablata (fibra ottica o coassiale) a più unità radianti (le antenne), strategicamente installate in vari punti dell’edificio o area. In questo modo, si riduce la distanza tra l’utente e l’antenna, migliorando la qualità del segnale e la capacità della rete.
Esistono tre principali tipologie di DAS:
- Passive DAS: usa cavi coassiali e componenti passivi (splitter, attenuatori) per distribuire il segnale. È più semplice e meno costoso, ma meno flessibile e adatto per aree relativamente piccole.
- Active DAS: utilizza fibre ottiche e amplificatori per trasmettere e gestire il segnale digitalmente. È più costoso, ma offre prestazioni superiori, copertura su larga scala e possibilità di supportare più operatori (multi-carrier).
- Hybrid DAS:Combina elementi attivi e passivi, spesso usato per soluzioni su larga scala con una buona efficienza costo/prestazioni.
Un’evoluzione recente è il Neutral Host DAS, un sistema condiviso da più operatori mobili, riducendo costi e ingombri. Inoltre, i moderni DAS sono progettati per essere compatibili con reti 5G, offrendo larghezze di banda più elevate e minore latenza.
Vantaggi del DAS:
- Copertura uniforme in ambienti difficili.
- Miglioramento della qualità delle chiamate e della connessione dati.
- Riduzione dei punti ciechi e delle interferenze.
- Supporto multi-operatore.
- Incremento della capacità nei luoghi ad alta densità di utenti.
Conclusione:
Il DAS rappresenta una soluzione indispensabile nella progettazione di edifici intelligenti e connessi, dove la qualità del segnale mobile è un requisito strategico. In un mondo sempre più mobile-first, la sua adozione è destinata a crescere, soprattutto in combinazione con il 5G e le tecnologie smart building.
Per questo motivo gli ambiti di applicazioni saranno sempre più orientati al settore domestico, e vedremo una crescita esponenziali di queste installazioni in condomini ed edifici privati e non solo in strutture commerciali e pubbliche

Marcello Bologni da oltre 30 anni opera come formatore e consulente nei vari settori tecnologici. E’ stato responsabile di numerosi progetti formativi per Eutelsat, Sky, Rai, CNA, Confartigianato ecc. Attualmente ricopre l’incarico di Coordinatore Nazionale della rete tecnica nell’ambito del progetto Smart Installer.